Dal punto di vista umano Parma offre un discreto parco di risorse in quanto ad elementi maschili e femminili. Tolti gli adolescenti emo e i datati padri, ma a volte nonni, di famiglia che giocano a fare i trentenni e vanno in giro con facce lampadate tipo corteccia di pino e mocassino dal giovanile colore sgargiante su pantaloni albicocca o pesca, per il resto la rampante popolazione parmigiana 25-35 si difende bene. Ragazzi assennati, lavoratori, dalla battuta pronta, gentili, colti e raffinati.. del resto con l’inconfondibile “erre” parmigiana è più facile risultare un po’ chic e, perché no, un po’ snob. Questo con le dovute eccezioni. Perché si sa che Parma ci tiene non poco all’apparenza, e allora eleganza, cultura e stile talvolta si scontrano con la personalità dei diversi soggetti che spesso non è proprio delle migliori.
1)Quelli che "se non ti muovi tu, loro dormono".Così la donna si arma di buona volontà e fa il fatidico primo passo. Gravissimo. L’ex bello addormentato si sveglia di colpo e ti si appiccica tipo cozza allo scoglio, ed è la fine. Inevitabilmente prenderai le distanze e .. passerai per stronza, se non peggio, visto che in fondo sei stata tu a cercarlo.
2)Quelli che "cinema e libri questi sconosciuti". Ora, uno non pretende la filmografia del regista kazako neorealista, ma a tutto c’è un limite, passi “non mi piace il cinema e, nel caso, non disdegno le commedie di Natale”, diamo anche per buona “non mi piace leggere e quindi non leggo”.. ma alla domanda “scusa ma tu nel tempo libero che fai?” non puoi rispondere “vado in palestra e gioco alla play”. Non si può, piuttosto dì che ti piace fissare il nulla in stato catatonico, ma la palestra e la play no. Almeno non solo quelle. Se poi aggiungiamo la predilezione per le situazioni tipo sagra di paese la cosa è un po’ destabilizzante.
3)Quelli che "tu non sai chi sono io". Sì perché a Parma c’è un numero di personaggi piuttosto in vista nell’ambito cittadino che naturalmente si aggirano normalmente per la città.. bene, questi individui dovrebbero capire che un rifiuto è normale. Ebbene sì anche per loro.
4)Quelli che "se uno è poeta è poeta". Ovvero una categoria di persone che si lascia volentieri andare, dopo due ore che siete insieme, a dichiarazioni da b-movie di quart’ordine e lì capisci tutta la poesia dei film di Tinto Brass. Anche perché tu donna, fino a prova contraria non ti sei presentata in versione schiava del sesso con tanto di catene e completini borchiati, e quindi sulle prime credi (speri) di aver capito male, ma lui da novello Petrarca ripete in maniera pedissequa, e lì prendi la porta ridendo come non mai.
5)Quelli che sembra abbiano visto un’apparizione. I rapporti uomo-donna saranno anche tortuosi e complicati ma anche abbastanza istintivi.. sguardo-sguardo, sorriso-sorriso, ciao-ciao, domanda possibilmente non idiota-risposta possibilmente a tono. E allora perché continui a guardare incessantemente la stessa persona per tre ore quando palesemente la suddetta preferirebbe guardare un tombino piuttosto che incrociare il tuo simpatico musetto? Basta. Datti all’alcol, fattene una ragione, parla con lo specchio del locale, stressa il barista con le tue pene d’amore, ma basta. Del resto Petrarca e Dante hanno contemplato e contemplato e contemplato.. e non è che se la siano passata troppo bene, e poi se ad azione non c’è reazione.. basta!!
6)Quelli che "i bigliettini". I casi sono tre, o sei Pablo Neruda, o sei di un’originalità strepitosa o stai fermo. I bigliettini poi si dividono in due categorie non troppo dissimili: banali i primi e che ti fanno dubitare delle capacità intellettive dell’uomo i secondi. Vabbè al primo esempio appartengono i classici: sei stupenda, sei bellissima, sei splendida.. insomma una sequenza di "sei". Ma i secondi, del tipo, “non c’era altro modo”, sono meravigliosi.. perché sei lì che pensi “poverino, il fenomeno non sarà dotato di parola.. certo che però non saprà parlare ma pensare e scrivere cavolate gli viene di un bene.”
7)Quelli che "ho trent' anni ma ci penso domani". Eterni indecisi. Sanno ma non dicono. Dicono ma non vogliono. Facciamo gli amici ma non troppo. Però in fondo non voglio una storia. E quindi la donna per istinto di conservazione e sopravvivenza cosa fa?? La carina e la simpatica non dico con chiunque ma quasi.. e allora?Stronza! E vi è sempre andata benissimo.
8)Quelli che "le rose". Massì dai un attimo di romanticismo e di solidarietà all’indiano che gira tutta Parma con le rose. Se non fosse che il romanticismo è morto e sepolto come Wilye Coyote sotto una montagna di sassi, e quindi i gentiluomini si accordano con il fioraio ambulante più o meno così: due ragazze sole a un tavolo, è fatta, siamo carini, brillanti e parmigiani. Allora tu vai dalle ragazze e dagli le rose, se le accettano te le paghiamo, sennò mi dispiace. E così il poverino arriva lì e tu ti senti anche in colpa per non averle accettate.. ma in fondo se i due principi che hanno organizzato il colpaccio non fossero quei due seduti a un metro da te, per cui hai ascoltato tutto, le avresti anche prese..
9) Quelli che "anche se sto lavorando due complimenti te li faccio volentieri". C’è da dire che sono delicati e gentili, però con le vecchine che ti guardano con aria soddisfatta e sognante e l’occhio quasi lucido che fa molto “l’amore trionfa sempre” e i ragazzini che si intromettono durante il tentativo di approccio dell’elemento maschile dando consigli.. non è che sia il massimo. E tu pensi, ma sta anche piovendo, ma perché sono uscita anziché starmene comoda sul divano? E intanto guardi in cagnesco l’anziana e vorresti dirle “signora può togliersi quel sorriso visto che quel caro ragazzo lì dietro non è che proprio voglia portarmi all’altare come lei crede?”
10)Quelli che "scusa ma ti chiamo amore". Da un estremo all’altro, ci sono quelli che dopo quattro piacevoli ore passate insieme iniziano a pronunciare parole tipo “noi”, “sto molto bene”, fino ad arrivare a parlare di amore.. amore? la prima volta che ci vediamo? Ma vaaaaaaaaaaaaa..
Ora, questi sono casi limite, è ovvio che non tutta la gioventù parmigiana risponda a questi parametri, però di questi elementi ce ne sono, liberi e circolanti per la città e per la donna non è facile destreggiarsi, anche perché poverini non sono consapevoli di quello che fanno e dicono e soprattutto del come. Però nel caso qualcuno dovesse riconoscersi nella descrizione di un prototipo consiglierei di ricorrere non dico all’analista, ma un’analisi tutta personale di modi di fare e dire non sarebbe male.