life is a game we play

..nato da un'esigenza di carattere universitario, pensieri, parole, foto, musica e tutto quello che fa parte di me..
sabato, 31 maggio 2008

..manie di protagonismo..

http://utopiste.cafe24.com/tt/attach/1/1361146329.jpg
postato da Myrahindley alle ore 15:29 | link | commenti
categorie: fumetti
sabato, 31 maggio 2008

.. Repubblica..

DOSSIER. Una giornata con le aziende a caccia di talenti.
Alla Luiss il "career day" con i laureati e con 115 imprese internazionali

Le multinazionali: "Questi italiani
bamboccioni poco intraprendenti"

di LUISA GRION


<B>Le multinazionali: "Questi italiani<br>bamboccioni poco intraprendenti"</B>
ROMA - Non sanno l'inglese, hanno poche idee piuttosto confuse e scarsa capacità propositiva: sì, in fondo i ragazzi italiani sono davvero un po' "bamboccioni". Le aziende internazionali che hanno a che fare con i nostri neolaureati danno ragione a Tommaso Padoa-Schioppa che quando utilizzò quel termine, qualche mese fa, scatenò risentimenti e polemiche in più di una generazione. Ma a sentire chi gira le università a caccia di nuovi talenti l'analisi dell'allora ministro dell'Economia non era del tutto sbagliata.

Lo dicono molte delle 115 aziende che ieri, nel "career day", hanno invaso i cortili di una delle più importanti università private, la Luiss di Roma, per contattare possibili reclute. Cosa cercano e cosa trovano negli studenti italiani? Al di là delle specifiche esigenze ci sono richieste comuni: il neolaureato da "iniziare" non deve superare una certa età (spesso 25 anni, qualche volta 28) deve conoscere bene l'inglese, avere un buon voto di laurea (in genere non meno di 100/110), offrire disponibilità e dimostrare autonomia. La prima scrematura si fa su questi valori.

Ma sui risultati, non ci siamo. L'inglese prima di tutto: "I neolaureati assicurano di averne una buona conoscenza, ma spesso non è così - commenta Pierfrancesco Matarazzo, responsabile Risorse Umane per Dexia Crediop. Stesso rilievo per Microsoft: "La lingua è un vero problema, a tutti i livelli: lo scorso anno cercavamo 40 figure di alto profilo e non siamo riusciti ad assumere nemmeno un italiano, il livello tecnico in diversi casi era eccellente, ma l'inglese un disastro" dice Els Van de Water, senior manager Risorse Umane della multinazionale. Ma non è solo questione di "fluent english" mancano anche idee e autonomia. Il modo di proporsi per esempio: "Invece di dirci loro cosa sanno fare o cosa vorrebbero fare ci chiedono: voi cosa offrite?" notano alla Microsoft. Quanto ad autonomia, nei curriculum scarseggia. "Valutiamo bene l'Erasmus, certo, ma ci piace molto anche sapere se i ragazzi cercano di cavarsela da soli, magari facendo i baristi o i camerieri, possibilmente all'estero, per mantenersi agli studi. Lo riteniamo un ottimo avvio alla "gestione clienti" - dice la Van de Water - ma se da noi ciò è quasi prassi (lei è belga ndr) qui no, o almeno non lo si ritiene un requisito importante da inserire nel curriculum, spesso farcito di titoli che non raccontano niente. Bamboccioni? Un po' sì". Altra questione: la disponibilità a qualche sacrificio. "Qualche anno fa ce n'era un po' di più - dice Carlo Berardelli socio delle revisioni alla Deloitte - anche per le retribuzioni: noi ai neoassunti offriamo 22mila euro lordi di partenza, ma investiamo talmente tanto sulla formazione che dopo cinque anni sei sul mercato. Non tutti lo capiscono e non tutti sono disposti a spostarsi, nemmeno fra Roma e Milano".
E la preparazione com'è? Era decisamente migliore quando c'era il corso di laurea tradizionale. "Con il 3 più 2 di adesso si è perso in teoria e non si è guadagnato in pratica" è il commento generale. Ma è proprio così? "Nooo" è il coro dei ragazzi. Da Cristiana ad Andrea, da Viviana a Stefano tutti si dicono "disponibilissimi" sia a muoversi che a partire da zero. "Sono le aziende che se possono, negli stages, ci usano per fare fotocopie" accusano. Riassumendo, comunque, a tutti loro si può dare qualche consiglio: Erasmus, inglese e voglia di sporcarsi le mani. Tre mesi da cameriere a Londra possono valere più di molti altri titoli.
(31 maggio 2008)


Insomma spariamo a zero su una generazione che cerca di fare l'impossibile per emergere (tipo scrivere per giornali dove non ti pagano perchè sei lì a titolo do collaboratore o ti pagano 5 euro a pezzo), anzichè cercare di dargli una mano.
postato da Myrahindley alle ore 15:15 | link | commenti
categorie: la repubblica
sabato, 31 maggio 2008

Santa Maradona

Lucia: Non mi ricordo mai se tu fumi, Bartolomeo.
Bart: Ma perchè? Bart... per favore, per cortesia, te lo ripeto ogni volta.. Bart!
Lucia: Comunque?
Bart: No, non fumo.
Lucia: Perchè?
Bart: Ci deve essere un perchè?
Lucia: C'è un perchè si fuma, e un perchè non si fuma.
Bart: Vuoi sapere il perché, ti dico il perchè... io non fumo perchè al cinema non si può fumare e non potrei mai vedere un film senza fumare se fumassi. Quindi non fumo... Bart.
Lucia: Grazie.
Bart: No, grazie a te. Sai qual è la verità? E' che è tutta la vita che aspetto di dire questa cosa e non me l'aveva mai chiesta nessuno. E guarda che è brutto avere una risposta belle pronta e nessuno che ti fa mai la domanda giusta.
Lucia: Capisco.
Bart: Possiamo fare l'amore adesso?
Lucia: Temo sia prematuro.
postato da Myrahindley alle ore 14:21 | link | commenti (2)
categorie: cinema
martedì, 27 maggio 2008

Aiuto

Help I need somebody.. nel senso di qualcuno che mi prelevi con jet privato e mi porti via per una lunghissima vacanza con tanto di palme, amaca, olio abbronzante e massaggiatore.. oltretutto dovrei anche aggiornare il blog con un po' più di costanza e impegno, ma avrei bisogno di una giornata di trentasei ore.
Non lo so davvero come arriverò al due luglio, data dell'ultimo esame, intanto anzichè vedere di fare qualcosa per Tarantino guardo Aldo Giovanni e Giacomo.. .
Ah, qualcuno mi darebbe dei ragguagli riguardo le tag del forumpa?? a lezione non c'ero.. grazie!!
postato da Myrahindley alle ore 20:21 | link | commenti (3)
categorie: lezioni
mercoledì, 21 maggio 2008

..

http://www.snitchseeker.com/gallery/albums/userpics/64838/Stephen_Rea.jpg


Ho provato a caricare la foto nel blog di Ale,tra i commenti, ma non ci sono riuscita, in realtà non so nemmeno se me la carica adesso. Comunque era in riferimento alle somiglianze "famose" e lui (Stephen Rea, attore di "V per Vendetta") è uguale al nostro prof.
postato da Myrahindley alle ore 10:07 | link | commenti (1)
categorie: cinema
sabato, 10 maggio 2008

Multinazionali & Co

http://www.mcdonalds.it/.. sito che offre la possibilità di documentarsi sulla provenienza dei cibi, sulla nascita dell'azienda, sulla dislocazione dei punti vendita sul territorio, si muove tra concorsi, possibilità di presentare il proprio curriculum per trovare attenzione e dedica una discreta attenzione ai bambini. Tutte le pagine risultano sufficientemente interattive e comunicative, veicolano i messaggi più disparati dalla naturalezza e freschezza del cibo (???) ai dti finanziari dell'Azienda Italia. Si presenta tutto sommato come un lungo e ampio percorso pubblicitario avente come scopo informare e attirare la possibila clientela.


http://www.benetton.it/html/index.shtml.. discorso completamente diverso per il sito del brand italiano di abbigliamento e accessori, impostato come un catalogo reperibile in qualsiasi negozio e corredato di foto presenti su numerosi giornali e riviste. Propone le collezione primaverili ed estive dell'anno in versione uomo, donna, bambino e relativi accessori, presenta tre campagne di cui è promotrice con informazioni e ulteriori link per chi fosse interessato, notizie riguardo i punti vendita, il marchio e la storia sono riportate in basso sotto la foto principale e sotto i box promozionali delle campagne. Dà l'impressione di essere una vera e propria vetrina on-line che perseguendo ovviamente i propri interessi punta prima di tutto a sponsorizzare e a risaltare i propri prodotti lasciando in secondo piano le informazioni di carattere gestionale, "storico", istituzionale.
postato da Myrahindley alle ore 13:18 | link | commenti (3)
categorie: lezioni, mc donalds, benetton, comunicazione commerciale
sabato, 10 maggio 2008

Comunicazione d'impresa

Wikipedia sulla comunicazione d'impresa

Il settore pubblico: applicabilità del modello d'impresa [modifica]

La comunicazione fra impresa e consumatore del settore privato diviene comunicazione fra istituzioni e cittadino, conservando le stesse peculiarità. Quest'ultimo tipo di comunicazione però avviene in una dimensione di pubblica utilità. Inoltre, se l'impresa gestisce male la comunicazione integrata, la perdita di credibilità genera spreco di risorse, diminuzione di profitti o al massimo perdite. Se sono invece le istituzioni a perdere di credibilità è il rapporto con il cittadino ad essere minacciato. In sintesi: è necessario che la teoria e le tecniche della comunicazione pubblica acquisiscano con grande velocità la medesima consapevolezza e capacità di utilizzo di tecniche e strumenti di comunicazione integrata rispetto al mondo delle imprese, tenendo conto di quanto detto nel precedente paragrafo.

Analizzando la comunicazione d'impresa, si possono distinguere quattro aree dal punto di vista strutturale e organizzativo (riassunte in com. interna ed esterna):

La comunicazione integrata s'intende tale in quanto appunto integra i flussi comunicativi operati dalle quattro aree dell'impresa, comprendendoli in un piano unitario e coerente, in cui l'insieme dei messaggi indirizzati a ciascuno dei pubblici di riferimento costituisce un processo organico e organizzativamente presidiato. Questa definizione si applica perfettamente anche a una organizzazione pubblica o istituzionale.

Destinatari [modifica]

Possiamo distinguere i pubblici esterni da quelli interni. Fra quelli esterni vi sono:

  • pubblici esterni di fruizione (cittadini);
  • pubblici esterni di negoziazione istituzionale;
  • pubblici esterni di concorrenzialità;
  • pubblici esterni di negoziazione mercantile.

Fra i pubblici interni vi sono:

  • pubblici interni di valenza organizzativa;
  • pubblici interni di alone.

Il mix degli strumenti [modifica]

Le modalità di svolgimento di una campagna di comunicazione pubblica sono molto simili a quelle del settore privato. Distinguiamo gli strumenti di comunicazione diretta dagli strumenti di comunicazione indiretta.

  • Comunicazione diretta. Può avvenire su media cartacei oppure in modalità broadcast. Il principale vantaggio è rappresentato dal grande pubblico con cui entra in contatto. Gli svantaggi sono rappresentati dai costi e dalla mancanza di interattività e dialogo.
  • Comunicazione indiretta. Preparazione di brochure/cataloghi, newsletter, prodotti on line e off line, il direct mailing, fiere e mostre, la convegnistica, il merchandising. Infine ci sono le relazioni con la stampa e le sponsorizzazioni.
postato da Myrahindley alle ore 13:01 | link | commenti (2)
categorie: lezioni, parole chiave, comunicazione dimpresa
martedì, 06 maggio 2008

Se a qualcuno interessa, il 16 Maggio c'è Marco Travaglio al Parco Ducale che presenta il nuovo libro "Se li conosci li eviti".
postato da Myrahindley alle ore 22:27 | link | commenti (7)
categorie: libri, travaglio, parco ducale
domenica, 04 maggio 2008

Mentana, V-Day e Informazione

Onore a una democrazia ammaccata che si lascia dire «vaffa»

Grillo svolge un ruolo utilissimo. Ma quanti dei suoi credono davvero che viviamo in «semilibertà»?  

Caro Mentana,
Beppe Grillo non le ha certo mandate a dire a voi giornalisti… Che cosa gli risponde?
Giorgio Santi, Campogalliano (Mo)

Il movimento di Grillo, lo dico subito, non va demonizzato, ma neanche mitizzato. Non va demonizzato, perché è comunque voce della democrazia, e soprattutto di una sua estensione contemporanea come la Rete internettiana, e perché molte delle sue battaglie hanno il merito comunque di presentarci anomalie e vergogne del nostro sistema. E non va mitizzato, perché rinnova l’illusione, che è stata soprattutto della sinistra, di rappresentare «la parte giusta», cioè gli unici portatori di verità e di vera democrazia, per di più cementata dal circuito alternativo del Web, contro le bugie dell’informazione ufficiale.
Ora, permettetemi di dire che leggo tante balle sui giornali, ma tante altre le leggo su Internet. Ovvero: non basta aderire ai V-Day per essere portatori di verità. Lo sottolineo perché questo è forse il punto più pericoloso nella ricerca di «alternatività» del movimento di Grillo, il gridare: «Tutto quello che vi dicono è falso, tutto quel che vi nascondono è vero ». È tra l’altro la versione italiana dell’atteggiamento che in America ha portato alcuni a creare la teoria alternativa sull’11 settembre. Ecco: dire che molto non quadra nella versione ufficiale sull’attacco alle Twin Towers è un conto, affermare che gli americani si sono fatti crollare da soli le Torri con le cariche esplosive è ben altro. È un esempio di scuola, indicativo anche per i «Meet-Up» italiani, della differenza tra opportunità e rischi della controinformazione.
E proprio all’informazione era dedicato il Vaffa-Day del 25 aprile. Lascio perdere gli insulti ai singoli giornalisti televisivi: a parte i toni offensivi, il diritto di critica è garantito dalla Costituzione. E anche l’idea di abolire l’Ordine dei giornalisti: lo pensano molti di noi da tanto tempo. Vediamo il resto. Attaccare i giornali di partito perché prendono sovvenzioni dallo Stato ha un senso, soprattutto perché la critica viene da un mezzo di comunicazione molto meno costoso come Internet, e fa riflettere sul futuro dell’informazione; ma bollare come servi o ballisti quelli che ci scrivono molto meno. E non solo perché su uno di essi scrive proprio Marco Travaglio, che del movimento è forse l’interlocutore più ascoltato. La tradizione dei giornali di partito o di tendenza è quella di una dichiarata partigianeria, che è altra cosa rispetto alla falsificazione.
Ma sull’altro punto è più facile seguire il ragionamento: siccome la carta costa, e tenere redazioni costa, i giornali ricorrono alle provvidenze (tutti, in qualche modo). È una vergogna, dice Grillo, da liberista puro. E quindi ci può stare anche l’attacco frontale alla legge Gasparri, che certo non sfavorisce (uso un eufemismo) la Rai e soprattutto Mediaset. In un Paese libero è assolutamente legittimo battersi contro una legge delicata come quella che regola il sistema delle comunicazioni, se la si giudica ingiusta. Semmai va notato come sui temi «anti- Cavaliere» si sposi più facilmente l’anarchismo di Grillo con il sentimento di chi lo segue solo in parte, per quella parte che gli piace politicamente: insomma, quelli che applaudono Beppe sullo psico-nano, ma lo criticano sull’invito al non voto, o quelli che giustificano gli aiuti economici ai giornali con lo strapotere pubblicitario delle Tv. È la componente «dipietrista» del popolo grillino, che è riuscita in quest’ultimo anno a stare al governo e in piazza.
Grillo non ha guardato invece in faccia a nessuno, distribuendo i suoi vaffa a destra e a sinistra, con coerenza, fino alla scelta elettorale. Incitare al non voto ha certo un senso (ne ho parlato più volte su queste colonne), ma poi – sempre per amor di verità – dopo le elezioni non si può nascondere il fatto che a votare ci sono andati in tanti, e che quell’appello l’hanno raccolto in pochi, invece di proporre improbabili somme tra astenuti, schede bianche e schede nulle per cercare di dimostrare che quell’appello ha colto nel segno. Già, perché l’impressione finale è che il movimento grillino abbia svolto e svolga un ruolo di critica e di fustigazione utilissima, demistificatrice e urticante. Lo stesso ruolo assolto – forse più in profondità nel sentimento collettivo dell’elettorato – dal libro sulla casta di Stella e Rizzo (che stanno per replicare con un’inchiesta ancora più scarnificante sul nostro sistema-Paese). Ma che poi gli italiani, anche quelli della generazione che ormai sostituisce a Tv e giornali lo strumento preferito da Grillo, considerino un po’ meno severamente quella che lui venerdì a Torino, nel giorno della Liberazione, ha chiamato la «semilibertà ». La nostra sarà anche una democrazia ammaccata: ma continua a prendersi la libertà di coccolare e ascoltare tutti i suoi critici e contestatori, magari respingendo l’invito del «vaffa» senza sentire il desiderio di ricambiare.

Su Vanity Fair n.18/2008
postato da Myrahindley alle ore 17:47 | link | commenti (1)
categorie: informazione, grillo, vanity fair, mentana, v-day
domenica, 04 maggio 2008

Parole chiave 3

QUOTIDIANO

Un quotidiano è una pubblicazione periodica informativa pubblicata ogni giorno.

Con la televisione e la radio costituisce uno dei maggiori strumenti informativi del nostro tempo.

Il nome deriva dall'aggettivo quotidiano, che avviene ogni giorno, riferito alla periodicità.

Caratteristiche tecniche [modifica]

I quotidiani sono tipicamente stampati su carta di bassa qualità, fino a pochi anni fa esclusivamente in bianco e nero, in grande formato. Attualmente la maggior parte dei quotidiani nazionali utilizza carta stampata a colori oltre che quella in scala di grigi.

Storia [modifica]

Il quotidiano nasce nel '600 in Germania. Il primo quotidiano è la cosiddetta 'Einkommende Zeitung', fondata nel 1650. All'epoca era letto principalmente dai ricchi ed era costituito da notizie di cronaca, economia, politica interna ed estera. Solo dopo qualche secolo, tra l'Ottocento e il Novecento, ci fu un progressivo aumento della diffusione del quotidiano, grazie all'aumento dell'alfabetizzazione e all'industrializzazione che caratterizzò l'epoca. Il giornale si diffuse tra tutta la popolazione nel corso del Novecento, grazie all'avvento della società di massa, ma nel corso degli anni è stato affiancato da altri media,come la radio,la televisione,il cinema e internet.

Diffusione [modifica]

Quotidiani italiani [modifica]

La diffusione di un quotidiano, così come quelle delle riviste a diversa periodicità, si misura attraverso la somma delle copie vendute, in edicola, su abbonamento o in blocco, e di quelle distribuite gratuitamente. Questo dato, rilevato da Ads, è più indicativo di quello relativo alla tiratura, che registra le copie stampate e che, quindi, include anche quelle non vendute (i resi).

A diffusione nazionale [modifica]

I principali quotidiani italiani a diffusione nazionale sono, in ordine di diffusione (rilevamento Ads da maggio 2005 ad aprile 2006. Dati dichiarati dai rispettivi editori sotto la propria responsabilità):

Testata Diffusione media
Corriere della Sera 681.854
La Repubblica 630.080
La Gazzetta dello Sport 371.261[1]
Il Sole 24 Ore 343.855
La Stampa 317.092
Corriere dello Sport-Stadio 240.647[2]
Il Giornale 214.052
Tuttosport 113.873[3]
Avvenire 103.203
Libero 91.289
Italia Oggi 83.023
Il Mattino 82.631
L'Unità 61.492
Il Manifesto 31.760

A diffusione locale [modifica]

Ci sono quotidiani che hanno una diffusione solo a livello locale e che trattano in modo più approfondito argomenti di interesse di singole città, province o regioni. Alcune testate diffuse in tutta Italia pubblicano anche edizioni locali, che si differenziano tra loro solo per le pagine dedicate alle notizie locali.

I principali quotidiani italiani a diffusione locale sono, in ordine di diffusione (rilevamento Ads da maggio 2005 ad aprile 2006. Dati dichiarati dai rispettivi editori sotto la propria responsabilità):

Testata Regione Diffusione media
Il Messaggero Lazio-Umbria-Marche-Abruzzo-Molise 233.030
Il Resto del Carlino Emilia Romagna-Marche 168.414
La Nazione Toscana-Umbria-Liguria 139.063
Il Secolo XIX Liguria 113.689
Il Gazzettino Veneto-Friuli Venezia Giulia 100.362
Il Mattino Campania 88.122
Il Tirreno Toscana 83.946
Il Giorno Lombardia 69.596
Il Giornale di Sicilia Sicilia 67.358
L'Unione Sarda Sardegna 63.289
La Sicilia Sicilia 60.831
La Nuova Sardegna Sardegna 59.832
L'Eco di Bergamo Lombardia 56.890
Gazzetta del Sud Calabria-Sicilia 54.537
La Gazzetta del Mezzogiorno Basilicata-Puglia 54.363
Corriere dell'Umbria Umbria-Toscana-Lazio 53.057
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli Friuli Venezia Giulia 52.567
Il Giornale di Sardegna Sardegna 51.335
Dolomiten Trentino Alto Adige 51.238
Il Tempo Lazio 50.936
Il Giornale di Brescia Lombardia 50.240
L'Arena Veneto 48.778
Il Piccolo Friuli Venezia Giulia 43.589
La Gazzetta di Parma Emilia Romagna 43.470
La Provincia Lombardia 43.065
Il Giornale di Vicenza Veneto 42.396
Alto Adige Trentino Alto Adige 37.113
La Gazzetta di Mantova Lombardia 35.464
Il Mattino di Padova Veneto 31.640
Libertà Emilia Romagna 30.202
L'Adige Trentino Alto Adige 26.303
Il Centro Abruzzo 23.113
La Provincia (di Cremona) Lombardia 23.102
La Provincia Pavese Lombardia 22.563
Corriere Adriatico Marche 20.311
Nuovo Quotidiano di Puglia Puglia 19.907
La Tribuna di Treviso Veneto 19.402
Il Quotidiano Basilicata-Calabria 18.720
Gazzetta di Reggio Emilia Romagna 14.441
La Nuova di Venezia e Mestre Veneto 12.046
Gazzetta di Modena Emilia Romagna 11.961
La Nuova Ferrara Emilia Romagna 11.623
Corriere Mercantile Liguria 10.285

Quotidiani di Partito [modifica]

Sono quotidiani editi da partiti politici, che usufruiscono di contributi da parte del Dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri:

Quotidiani gratuiti (Free press) [modifica]

Recentemente si stanno diffondendo, almeno nelle grandi città, dei quotidiani distribuiti gratuitamente, spesso chiamati free press (letteralmente "stampa gratuita"), i cui costi sono coperti esclusivamente dagli introiti pubblicitari, ad esempio:

In meno di 10 anni, dal 1995 al 2005, questi quotidiani sono stati introdotti in quasi tutti i paesi europei, ed in altri paesi quali Stati Uniti, Canada, in Sud America, Australia e Asia.

Al 2005 erano presenti quotidiani gratuiti in 36 nazioni; in due nazioni, Germania e Giappone, avevano cessato le pubblicazioni.

A livello mondiale (dati 2005) il leader del mercato, Metro, distribuisce quotidianamente 7 milioni di copie, gli altri editori 22 milioni di copie, per una lettura stimata quotidiana di almeno 45 milioni di persone.

Quotidiani online [modifica]

Lo sviluppo tecnologico sta portando, inoltre, ad un progressivo sviluppo di testate giornalistiche a "tiratura" quotidiana prettamente consultabili online.

Questo è possibile in quanto, lo strumento informatico gemellato con la possibilità della diffusione mezzo rete internet, ha reso attuabile la creazione di una fitta maglia comunicativa e divulgativa a stretto contatto con il pubblico lettore.

Da un'indagine ISTAT sui quotidiani online, in Italia nel 2003 erano disponibili 145 titoli online di cui 91 corrispondevano a quotidiani con versione a stampa e 54 erano quotidiani esclusivamente online. Di questi 145 titoli, 122 (84,1%) erano a carattere generalista, mentre 22 (15,2%) erano quotidiani specialistici (economia, sport, scienze, ecc.).

Il primo giornale online sul web e' stata L'Unione Sarda che sin dal 1994 ha pubblicato contenuti regolarmente su Internet.

Esempi di quotidiano, soprattutto locali o specifici di settore, possono essere:


  • Agorà Magazine, quotidiano nazionale di cultura e attualità.
  • Dietrolanotizia, quotidiano di cultura e attualità.
  • Punto Informatico, quotidiano di informazione tecnologica.
  • Novionline, quotidiano locale della città di Novi Ligure.
  • il Quaderno, portale di informazione quotidiana locale di Benevento.
  • ilQuotidiano.it, Network di informazione quotidiana a carattere locale.
  • inizioPartita, quotidiano a carattere informativo inerente i videogiochi, ed il relativo hardware.
  • Italynews.it, dal 2001 quotidiano aggiornato in tempo reale.
  • Nove da Firenze, quotidiano locale della città di Firenze aggiornato in tempo reale.
  • Rassegna Online, quotidiano su lavoro, politica ed economia sociale.
  • Lo Schermo.it, quotidiano d'informazione generalista riguardante la provincia di Lucca.
  • GoriziaOggi.info, quotidiano locale della città di Gorizia.

Note [modifica]

  1. ^ La Gazzetta dello Sport Lunedì, classificato autonomamente, registra una diffusione di 473.353 copie.
  2. ^ Corriere dello Sport-Stadio Lunedì, classificato autonomamente, registra una diffusione di 293.380 copie.
  3. ^ Tuttosport Lunedì, classificato autonomamente, registra una diffusione di 125.940 copie.

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con l'espressione comunicazione istituzionale si intende quella forma di comunicazione legata all'esigenza di creare un rapporto più diretto tra le istituzioni e i cittadini.

Le qualità principali devono essere:

  • chiarezza
  • facilità di accesso all'informazione
  • esaustività

A tal proposito è stato creato in Italia un elenco di Trenta regole per scrivere in modo efficace un testo informativo da divulgare a livello istituzionale.

Il punto di riferimento per lo sviluppo della comunicazione pubblica è il Salone della comunicazione pubblica che si tiene annualmente a Bologna nella prima settimana di novembre; qui attraverso meeting e conferenze si discutono le nuove prospettive e le nuove modalitá di comunicare, di coinvolgere in modo sempre più attivo il cittadino. Al salone è collegato un portale web attraverso il quale si può accedere agevolmente ai siti di tutti i ministeri italiani.

La finalità di una redazione chiara, corretta e soprattutto armonizzata di atti legislativi e altri documenti ufficiali è perseguita anche dalla Rete di eccellenza dell'italiano istituzionale, creata nel 2005 su iniziativa dei traduttori della Commissione europea.


 

COMUNICAZIONE PUBBLICA

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Logo della Intelligence Community
Logo della Intelligence Community

Intorno al termine comunicazione pubblica sono nate associazioni professionali, si discutono contratti di lavoro, si organizzano convegni e fiere di settore. Eppure si tratta di un termine, come spesso capita nell’ambito della comunicazione, che indica un campo dai confini incerti.

L'esperienza italiana [modifica]

Generalmente vengono utilizzate due diverse strategie di definizione, una più restrittiva, focalizzata sul soggetto della comunicazione, e una più estensiva, focalizzata sull’oggetto.

Definizione soggettiva [modifica]

Secondo la prima strategia, è comunicazione pubblica ogni forma di comunicazione che proviene dalla pubblica amministrazione. In questo caso, l’unico problema è definire i confini del settore pubblico.
Mentre può essere abbastanza semplice stabilire quali soggetti sono “enti pubblici”, in quanto determinati dalla legge, può essere invece difficile allargare la definizione di pubblica amministrazione a tutte le realtà appartenenti al cosiddetto “parastato”. Queste ultime – aziende erogatrici di servizi pubblici, imprese partecipate da capitale pubblico, ecc. – spesso condividono molte più caratteristiche con il settore privato che con quello pubblico, eppure spesso partecipano appieno al sistema degli attori istituzionali della comunicazione pubblica.

Definizione oggettiva [modifica]

Secondo l’altra strategia, il comune denominatore delle diverse forme di comunicazione pubblica è l’oggetto, che consisterebbe nell’interesse generale della materia trattata. In questo caso, sotto l’ombrello di comunicazione pubblica risiedono almeno tre differenti fenomeni, in parte sovrapposti:

  1. la comunicazione dell’istituzione pubblica (comunicazione istituzionale), che coincide sostanzialmente con il primo senso (quello soggettivo) del termine comunicazione pubblica;
  2. la comunicazione sociale (o di solidarietà sociale) portata avanti da numerosi soggetti pubblici e privati con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica circa problemi sociali riconosciuti da tutti e le cui soluzioni, in via di principio, sono condivise (vedi anche "pubblicità sociale");
  3. la comunicazione politica, portata avanti da partiti, movimenti e altre organizzazioni di rappresentanza politica, con lo scopo di costruire il consenso e influenzare le scelte del governo su temi controversi.

L'esperienza di altri Paesi [modifica]

Agenzia di Comunicazioni per la Air Force
Agenzia di Comunicazioni per la Air Force

In entrambi i casi, si tratta di una definizione molto diversa da quella anglosassone, dove public communication è vista come sinonimo ora di political communication ora di relazioni pubbliche nel senso più largo del tema.
La specificità delle definizione deriva soprattutto dal fatto che in Italia sull’argomento si è avviata una riflessione specifica, al confine tra le scienze della comunicazione, dell’amministrazione, dell’organizzazione e del diritto, che ha portato a sviluppi originali sia sul piano scientifico che su quello pratico.

Le implicazioni della comunicazione pubblica [modifica]

Tutte queste definizioni, però, non sono sufficienti a cogliere le implicazioni del concetto di comunicazione per la pubblica amministrazione. Una simile riflessione non sarebbe stata possibile senza un collegamento al problema più generale di riforma della macchina amministrativa e di ripensamento del rapporto fra cittadini ed istituzioni.
Le implicazioni di questa riflessione possono essere colte solo se si riconosce dietro al concetto di comunicazione pubblica l’idea di flussi informativi bidirezionali tra cittadini e pubblica amministrazione. Si tratta di un’idea non scontata, specialmente alla luce della storia della pubblica amministrazione in Italia.
La comunicazione pubblica, dunque, si realizza solo laddove c’è un’autentica interazione, a due vie, tra cittadini e Stato. Laddove c’è solo il monologo dell’istituzione pubblica potremo avere uno Stato che comunica, magari nel senso deteriore del termine propaganda, ma non avremo comunicazione pubblica.
Da questa semplice considerazione discende lo stretto collegamento tra comunicazione pubblica e uso delle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione – entrambe finalizzate a costruire questi flussi bidirezionali – così come tra queste e i processi di riforma dell’istituzione pubblica volti a migliorarne l’efficienza e l’efficacia in rapporto ai cittadini.

Bibliografia [modifica]

  • Mattia Miani. Comunicazione pubblica e nuove tecnologie. Il Mulino, 2005
  • Stefano Rolando. Un Paese spiegabile. Etas, 1998
  • Stefano Rolando, a cura di. Teoria e tecniche della comunicazione pubblica. II edizione, Etas, 2003
  • Stefano Rolando, a cura di. La comunicazione di pubblica utilità. volume 1 e 2, Franco Angeli, 2004

postato da Myrahindley alle ore 15:56 | link | commenti
categorie: quotidiano, lezioni, parole chiave, comunicazione istituzionale, comunicazione pubblica

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